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ALGHERO MARE - PER GLI AMANTI DELLA RELIGIONE, UNO SGUARDO ALLE CHIESE DI ALGHERO


 

Sono molti i turisti cattolici che durante l’Estate affollano la città sarda, la quale è ricca di tradizioni religiose, con diversi luoghi di culto cristiani che si possono frequentare nel fine settimane, dando modo di abbinare l’appuntamento con la fede, alla visita in uno di tempi sacri di Alghero.

 

Lacattedrale di Santa Maria è stata costruita in stile gotico - catalano: all’interno prevale lo stile rinascimentale, con alcune decorazioni tardo - barocche inserite nel Settecento.

I visitatori devono assolutamente visitare il campanile della struttura, che sorge in Via Principe Umberto: splendido esempio di architettura gotico - catalana, svetta sui tetti di Alghero in maniera impressionante.

 

A differenza della fastosa cattedrale cittadina, la chiesa di San Francesco, è un modello di armonia architettonica.

Nascosta dietro una facciata in pietra, è in stile gotico catalano del XVI secolo, e in seguito felicemente ricostruita in stile rinascimentale dopo un crollo avvenuto nel 1593.

Un altare settecentesco e una scultura seicentesca sono alcuni perni della struttura, che al suo interno ha un chiostro risalente al XIV secolo: il colore dorato utilizzato per gli archi e le colonnegli conferiscono un aspetto magnifico, tanto da diventare spesso la location per i più importanti concerti estivi di musica classica che si tengono ad Alghero.

 

Procedendo lungo via Carlo Alberto, l’antica strada principale della città medievale, c’è la chiesa di San Michele, famosa soprattutto per la sua cupola in maiolica, tipica delle chiese di Valencia.

 

Oltre alle chiese, c’è da vedere il museo diocesano d’arte sacra che ospita la collezione d’arte sacra della cattedrale di Santa Maria, la quale comprende argenti, statue, dipinte, sculture in legno, e un reliquiario di notevole interesse, detto della’ Vera Croce’ che è considerato un esempio di arte catalana.

Un reperto ‘inquietante’, invece, è presente nella struttura: una teca-reliquiario che si dice costituisca il teschio di uno dei neonati uccisi dall’imperatore Erode, all’epoca della ricerca di Gesù.

Il minuscolo oggetto fa venire i brividi, ma a quanto pare piacque molto al pittore di Alghero Francesco Pinna che lo ricevette in dono nel XVI secolo.


(nella foto la Chiesa di San Michele)

 

 

 

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